15/12/2007

Scheda Film: La 25^ ora

Da oggi parte una nuova rubrica. Incentrata sul cinema. Non sul cinema nuovo, o per lo meno non sempre sul cinema nuovo. Riporteremo i dati tecnici delle pellicole che abbiamo visto e che ci hanno colpito, cercando di dare un taglio personale. Chi ci conosce sa bene quanto apprezziamo gli sforzi degli addetti ai lavori. Se volete aggiungere o suggerire qualcosa, basta commentare.

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1) La 25^ ora

Titolo originale: 25th Hour
Regia: Spike Lee
Interpreti: Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Barry Pepper, Rosario Dawson
Soggetto: David Benioff
Sceneggiatura: David Benioff
Paese: USA
Anno: 2002
Durata: 134'
Distribuzione:  Buena Vista

Trama e Considerazioni:

Monty Brogan (Edward Norton) ha solo 24 ore per rimettere insieme la sua vita: all'alba del giorno dopo verrà rinchiuso per sette anni in un carcere, dopo che la polizia, in seguito a una soffiata, ha trovato mucchi di soldi e svariati chili di droga nei cuscini del suo divano. Monty è abbastanza intelligente da sapere che i "tipi come lui" in prigione non durano molto. Le ultime 24 ore di Monty sono quindi pervase dal terrore e da una strana malinconia. Altro aspetto fondante è il rimpianto per una vita, quella di spacciatore, che non lo avrebbe portato da nessuna parte, se non ai cancelli di un carcere federale.

In una città poliedrica e confusionaria quale New York, Monty ha conservato gli affetti di vecchia data. Ed è infatti con loro che decide di trascorrere la sua ultima notte di uomo libero. C'è la sua compagna Naturelle (Rosario Dawson), un'avvenente portoricana. C'è Jackob (Philip Seymour Hoffman), frustrato professore universitario attratto da una sua procace studentessa (Anna Paquin). C'è il rampante Slaughtery (Barry Pepper), trader perennemente stressato che tracanna litri di RedBull. E poi c'è il padre di Monty, vigile del fuoco in pensione, uomo mite e comprensivo.
E mentre Monty trascorre le sue ultime ore libero, gli altri non sanno bene cosa dirgli, sapendo che non basterà –per la sua ultima notte- farlo ubriacare e divertire.

Tra locali, alcool e regolamenti di conti, Monty trascorrerà le sue ultime 24 ore. Fino ad arrivare alla 25esima, il tempo ipotetico dove tutto può accadere. Il luogo metaforico in cui la vita può essere riconsiderata, più che mai apprezzata.

Spike Lee si cala in una città aperta dal dolore. La sceneggiatura è tratta dal romanzo di David Benioff, ma il regista ha calato la storia nella New York del dopo 11 settembre, una città ferita e piena di paura. Fin dai titoli di testa, NY reclama il suo ruolo da protagonista, con quelle due grandi luci sparate verso l'alto a rimpiazzare il vuoto delle Torri.

Magistrale la sequenza di montaggio durante la quale Monty spara a zero sui NewYorkesi: tassisti pachistani, coreani che vendono frutta troppo cara, gay che se lo succhiano nei parchi, dandy di Chelsea, loft a Soho, neri che giocano a basket e che non passano mai la palla, italoamericani impomatati che agitato mazze da baseball
, Bin Laden, Chiesa, poliziotti corrotti e perfino Gesù Cristo. Insomma una sfuriata memorabile.

Il film è di una bellezza da togliere il fiato, con alcune sequenze (come i dieci minuti finali) che si lasciano guardare in apnea. Il cast è eccezionale, con in testa a tutti il meraviglioso Edward Norton, ormai divenuto il De Niro della nuova generazione, specializzato in ruoli disturbanti, scomodi. E in questo film, con un personaggio così complesso - uno spacciatore brillante e raffinato , impaurito e cinico - Norton dà il meglio di sé. Philip Seymour Hoffman è sempre perfetto nei ruoli sudaticci, morbosi, mentre la protagonista femminile, Rosario Dawson, farebbe impallidire Jennifer Lopez per morbidezza e sensualità.


Critica Personale:

Un film decisamente bello, assolutamente da vedere. Consigliatissimo. Edward Norton dimostra di essere un ottimo attore. Di seguito riporto il testo del monologo allo specchio di Monty Brogan.

« “Sì…vaffanculo anche tu - Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e di chi ci abita. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. In culo ai Sikh e ai Pakistani, che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti…puzzano di curry da tutti i pori; mi mandano in paranoia le narici… aspiranti terroristi, E RALLENTATE, CAZZO! In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel. In culo ai bottegari Coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica: sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In culo ai Russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti; rubano, imbrogliano e cospirano…tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la 47a nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell’appartheid. In culo agli agenti di borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell’universo; quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas/Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita… e Bush e Chaney non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, all’Adelphia, alla WorldCom... In culo ai Portoricani: venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell’assistenza sociale… e non fatemi parlare dei pipponi dei Dominicani: al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni. In culo agli italiani di Benson Hurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi, sperando in un’audizione per I Soprano. In culo alle signore dell’Upper East Side, con i loro foulard di Hermesse e i loro carciofi di Calducci da 50 dollari: con le loro facce pompate di silicone e truccate, laccate e liftate…Non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane! In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete…le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell’eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!... In culo a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento. In culo a Francio Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In culo a Naturelle Riviera: le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia…maledetta puttana! In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore: beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri inneggiando ai Bronx Bombers. In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare. Che gli incendi la distruggano. Che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi. No, no, in culo a te, Montgomery Brogan. Avevi tutto e l'hai buttato via, BRUTTO TESTA DI CAZZO!” »

Commenti

complimenti per la recensione, ben fatta, dettagliata. ti è proprio piaciuto il film.
in bocca al lupo per il nuovo blog

Scritto da : franceschino | 15/12/2007

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